Ecco come le crociere trainano l’economia italiana (ed europea). I numeri

Articolo
Claudio Giorgini

Un fatturato di 13,2 miliardi euro e quasi 120.000 posti di lavoro: sono numeri davvero rilevanti quelli che il settore delle crociere fa registrare in Italia. Come certifica l’ultimo rapporto della Clia – l’associazione internazionale che rappresenta i principali operatori dell’industria crocieristica a livello mondiale – il 2017 è stato un anno di ulteriore crescita per il nostro Paese. Nel complesso l’Italia ottiene i risultati migliori d’Europa: il fatturato generato dal comparto ammonta a oltre 13 miliardi euro – ben il 27,6% di quello sommato dal Vecchio Continente – mentre, in totale, sono quasi 120.000 le persone che da noi lavorano nel settore per un monte stipendi di 3,6 miliardi di euro. La spesa diretta del settore l’anno scorso ha raggiunto invece i 5,4 miliardi di euro, in aumento del 20% rispetto al 2016.

I nostri ottimi risultati si inseriscono, peraltro, in un mercato – quello europeo – che continua a dare segni di notevole vitalità. Sempre la Clia certifica come l’industria crocieristica abbia prodotto in Europa un giro d’affari di quasi 48 miliardi di euro nel solo 2017, con una crescita del 17% rispetto all’anno precedente. Sul fronte occupazionale, dal 2015 ad oggi sono stati creati almeno 43.000 nuovi posti di lavoro: attualmente sono oltre 400.000 le persone che lavorano nel comparto delle crociere il cui monte stipendi raggiunge complessivamente i 13 miliardi di euro. Il rapporto evidenzia, inoltre, l’aumento del 14% della spesa diretta legata alla crocieristica, che arriva a toccare i 20 miliardi di euro complessivi.

Ma c’è di più: non si può non rilevare infatti come la maggior parte delle nuove navi in procinto di prendere il largo nei prossimi anni venga costruita nei cantieri europei. Solo nel 2017 le compagnie del settore crociere hanno investito 5,6 miliardi di euro per la produzione di nuove imbarcazioni. In questo momento sono 66 le nuove navi in costruzione nei cantieri del Vecchio Continente, per un valore che si avvicina ai 30 miliardi di euro.

Nonostante tutti questi numeri positivi comunque, l’Europa a livello mondiale non va oltre il secondo gradino del podio: come meta di destinazione – con 6,5 milioni di imbarchi e un aumento su base annua del 6,1% – si posiziona seconda dopo i Caraibi. E lo stesso vale per la provenienza dei passeggeri a proposito della quale la medaglia d’oro se la aggiudicano gli Stati Uniti.

 

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