Europee, Brexit e Cina. La versione del direttore della Stampa Maurizio Molinari


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Gaia Del Pup

Quello che caratterizza il nostro Paese, visto dall’esterno, è la percezione di incertezza. E pure per questo gli stessi investitori scommettono meno sul nostro Paese“. E ancora, sul governo: “Bisogna effettivamente domandarsi se stia risolvendo i problemi dell’Italia“. Il direttore de La Stampa Maurizio Molinari ha partecipato mercoledì scorso alla presentazione del rapporto di Confindustria dal titolo “Dove va l’economia italiana e gli scenari geoeconomici” a cui hanno preso parte pure il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il direttore del Centro studi di Confindustria Andrea Montanino e il vice chairman for Sovereigns and Official Institutions di Morgan Stanley Reza Moghadam. Un intervento senza peli sulla lingua, quello di Molinari, ha fatto il punto sullo stato dell’economia italiana e sulle elezioni europee, ma anche su alcune delle più delicate questioni di politica internazionale, dalla Brexit al memorandum Italia-Cina.

I RISCHI PER L’ECONOMIA ITALIANA E L’INCERTEZZA DEL PAESE

Gli elementi che ci portano a dire che l’Italia rappresenti un rischio sistemico per l’economia mondiale sono vari. In primis c’è un fattore di tipo economico costituito dalla diminuzione degli investimenti e dei consumi interni. E in effetti assistiamo alla tendenza degli stessi investitori italiani a scommettere di meno sul nostro Paese“, ha commentato subito Molinari, secondo cui a rimetterci in questo senso è anche l’immagine che l’Italia proietta di conseguenza fuori dai confini nazionali: “Quello che caratterizza il nostro Paese, visto dall’esterno, è una percezione di incertezza“.

IL GOVERNO ESPRESSIONE DI UN VOTO RIVOLUZIONARIO

Molinari ha poi proseguito con un’analisi dell’attuale situazione politica: “Il governo è composto da forze di protesta che hanno trovato un Paese segnato dalle diseguaglianze economiche e accomunato dalla paura dei migranti“. La vera bussola dell’azione dell’esecutivo in questi mesi, nonostante i risultati – ha sottolineato ancora Molinari – non siano così percepibili: “Queste sono state le linee guida del contratto di governo ma siamo giunti al momento in cui bisogna domandarsi se si stia effettivamente facendo qualcosa, se i problemi si stanno risolvendo”.

LE ELEZIONI EUROPEE E LA BREXIT

La recessione dell’eurozona, il ruolo degli Stati Uniti (e il loro rapporto con la Cina) e l’aumento degli attacchi cybernetici sono alcuni dei principali fattori che al momento influenzano maggiormente lo scenario geoeconomico mondiale, ha ricordato poi il direttore de La Stampa per il quale ovviamente, stando al Vecchio Continente, occorre guardare in particolare a due fattori potenzialmente dirompenti: la Brexit e le elezioni europee: “Queste ultime, in particolare, rappresentano un rischio potenziale. Ci possiamo trovare in una situazione in cui da un lato c’è il Parlamento europeo, formato da una grande componente espressione della protesta in atto all’interno degli Stati membri, come nel caso dell’Italia. E dall’altro la Commissione che mantiene una composizione rappresentativa degli status quo politici dei vari Paesi dell’Unione”.

IL MEMORANDUM ITALIA – CINA

L’Italia è il primo paese del G7 ad aver aderito alla Belt and Road Initiative, la cosiddetta Nuova Via della Seta.  Ma come va interpretata questa mossa? “E’ fondamentale capire se il memorandum rappresenti un rischio o un’opportunità per l’Europa. L’Italia può giocare un ruolo di punta o questa può essere solo una fuga in avanti che non porterà a nulla”. Sulle relazioni con la Cina Molinari ha concluso il suo intervento: “Ci sarà sicuramente un impatto nelle relazioni con gli Stati Uniti, il memorandum in sé è un fatto politico. Avere maggiori interazioni con la Cina è un aspetto positivo se il memorandum si basa su una valorizzazione potenziale allora i risvolti sono sicuramente positivi“.

Public Affairs e Comunicazione dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nata a Venezia nel 1986, lavora come istruttrice di vela durante gli anni del liceo e dell’università. Si laurea in giurisprudenza all’Università di Bologna con una tesi in diritto della navigazione.

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