Ecco l’Europa che vuole Confindustria. La versione di Vincenzo Boccia

Articolo
Giulia Palocci
Europa

Per noi la via è una sola: un’Europa più coesa e forte che possa competere alla pari con giganti come la Cina e gli Stati Uniti“. E’ questo l’auspicio che il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha espresso nel corso della sua ultima relazione all’assemblea annuale degli industriali italiani. Di fronte ai quali inevitabilmente, a poche ore dal voto, Boccia ha illustrato la ricetta europea del nostro tessuto produttivo.

PIU’ EUROPA PER ESSERE PROTAGONISTI NEL MONDO

Siamo il mercato più ricco al mondo, il primo importatore, il primo esportatore“, ha sottolineato subito il leader degli industriali che ha ricordato come l’Unione europea, i cui cittadini rappresentano il 7% della popolazione globale, contribuisca per il 22% al prodotto interno lordo mondiale. Un vero e proprio gigante economico che ha bisogno però di essere sempre più unito per riuscire ad affrontare da protagonista le sfide del XXI secolo: “In un futuro non molto lontano, nessun singolo Paese d’Europa farà più parte delle prime economie al mondo mentre l’Europa unita sarà ancora tra i protagonisti delle scelte politiche ed economiche“.

L’APPELLO ALLA POLITICA

Dall’integrazione economica è necessario passare a quella politica. Ma per farlo, secondo Boccia, bisogna invertire la rotta, cambiare il paradigma. Individuare le misure necessarie e poi le risorse. Solo a quel punto si potrà intervenire sui saldi di bilancio. Ciò che serve – ha affermato ancora dal palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma il presidente di Confindustria – è una “politica dei fini per garantire che l’Europa diventi quel posto ideale per i giovani“: il raggiungimento della piena occupazione, il supporto alla competitività delle imprese e gli investimenti in infrastrutture dovrebbero essere le priorità. “Il gigante economico, che come Unione già siamo, deve assumere la forza del gigante politico per fronteggiare le sfide che verranno“, ha aggiunto Boccia. La stessa moneta unica, ha sottolineato, ha dato vita a una forte interdipendenza – politica oltreché economica – tra i Paesi europei.

IL FOCUS SULLE ELEZIONI EUROPEE

Immancabile il riferimento all’appuntamento di domenica, quando gli italiani saranno chiamati a scegliere i deputati che li rappresenteranno all’Europarlamento. “Si tratta di elezioni importanti“, ha scandito Boccia. Da un lato, al rinnovo del Parlamento “farà seguito la nomina della nuova Commissione e l’assunzione di altre decisioni rilevanti, come la scelta del Presidente della Banca centrale“, dall’altro, “nel prossimo quinquennio si definirà la strada da imboccare: se si andrà verso il consolidamento dell’interdipendenza tra gli Stati o si svolterà verso il rafforzamento dei nazionalismi“. E ancora, ecco la richiesta perentoria ai leader politici: “Il Governo italiano deve saper proporre e ottenere un Commissario con una delega qualificata in campo economico“. Per dare risposte adeguate ed efficaci ai bisogni espressi più volte di maggiore crescita e maggiori opportunità di lavoro.

IL CONTRIBUTO DEGLI INDUSTRIALI

Boccia ha poi parlato del ruolo svolto dagli industriali e dalle nostre imprese e sottolineato l’alleanza “naturale” tra Italia da un lato e Francia e Germania dall’altro: “Siamo le principali manifatture d’Europa. Con le rispettive organizzazioni imprenditoriali abbiamo intrapreso da tempo un percorso comune per recuperare il senso della questione industriale nei singoli Paesi e in seno all’Unione, nella consapevolezza che l’industria è la soluzione ai problemi“. E alla fine si è rivolto direttamente al premier Giuseppe Conte presente in platea: “Signor presidente del Consiglio, chieda un’Europa più forte in politica estera, più coraggiosa in politica economica, più solidale nelle politiche migratorie. Chieda un’Europa più unita“.

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