Italia e Europa a confronto sulla spesa sanitaria. I dati Eurostat

Articolo
Maria Rosaria Della Porta
spesa

La spesa per l’assistenza in Italia si attesta al di sotto del dato europeo. Nel 2017 ha pesato per il 28,8% sul totale dedicato al welfare a fronte di una media europea del 37,1. Nello specifico, il nostro Paese si discosta, e pure di molto, da Paesi come Germania, Francia e Spagna, che dedicano alla sanità rispettivamente il 44%, il 35 e il 34 dell’intero ammontare rivolto alla protezione sociale.

 


Sono questi alcuni dei dati che emergono dall’ultimo rapporto dell’Eurostat, pubblicato lo scorso 22 novembre.

Secondo i numeri rilevati dall’ufficio statistico dell’Unione europea, l’Italia investe il 29% del prodotto interno lordo nei programmi di protezione sociale. Una percentuale che, solo in questo caso, si attesta al di sopra della media dei Paesi membri dell’Unione europea, ferma invece al 27,9%. E’ chiaramente un trend in discesa, soprattutto alla luce del 28,7% registrato nel 2012 e del 28 del 2016. Nonostante tutto, però, il nostro Paese riesce a dedicare all’assistenza sanitaria risorse inferiori rispetto a quanto messo a disposizione per le prestazioni per la vecchiaia.

Ma qual è la situazione nell’Unione? In media, nel 2017 le prestazioni per la terza età hanno rappresentato quasi il 46% di quelle sociali totali e hanno costituito la maggior parte delle spese per protezione sociale in quasi tutti gli Stati membri. Ma è solo in Grecia, Portogallo e Italia che sono state registrate le percentuali più alte.

Nello specifico, il nostro Paese ha investito il 58% della spesa in protezione sociale per l’assistenza agli anziani. Un dato ben più alto di 12 punti percentuali rispetto alla media europea. Inoltre, l’Italia ha dedicato risorse maggiori rispetto all’Europa alle indennità di disoccupazione. Si tratta del 6% della spesa per il welfare contro il 4% della media Ue.

Le prestazioni a favore della famiglia hanno rappresentato invece il 6% del totale della spesa in Italia, attestandosi al di sotto della media Ue del 9% mentre quelle a vantaggio dell’esclusione sociale hanno coperto poco più dell’1% del totale nel nostro Paese e il 4% in Europa.

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