Un ecosistema per la sicurezza europea. Cosa prevede la nuova strategia della Commissione

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Camilla Palla
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Nel contesto dell’azione coordinata di ripresa dal Covid-19, la Commissione europea ha presentato lo scorso 24 luglio la strategia sull’Unione della sicurezza, un progetto ambizioso che mira a identificare le misure e gli strumenti prioritari per realizzare un’Unione più sicura secondo un approccio multi-dimensionale.

“Dalla protezione delle nostre infrastrutture critiche alla lotta contro la criminalità informatica, passando per la lotta contro le minacce ibride, non possiamo tralasciare nessun aspetto per preservare la nostra sicurezza”, ha detto il vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo Margaritis Schinas. Che ha poi ribadito come “questa strategia fornirà un quadro di riferimento per le nostre politiche sulla sicurezza che dovranno essere sempre pienamente fondate sui nostri valori comuni“.

Il piano lanciato dalla Commissione, indirizzato tanto alle minacce fisiche quanto digitali, è strutturato su un approccio integrato che mira a coordinare l’azione a livello europeo sia rispetto alla sicurezza interna quanto esterna. Inoltre, presupporrà uno sforzo in termini di coordinamento inter-istituzionale, a partire dalla stretta cooperazione con l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

L’obiettivo è quello di identificare le azioni che saranno alla base della strategia europea in materia di sicurezza per i prossimi cinque anni in una varietà di settori quali la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, la prevenzione e l’individuazione delle minacce ibride, la protezione e il rafforzamento della sicurezza nell’ambito delle infrastrutture critiche, la cibersicurezza e, infine, il sostegno deciso alla ricerca e all’innovazione nel settore.

La strategia è costruita sulla base di quattro priorità: la realizzazione di un ambiente della sicurezza adeguato alle esigenze del futuro, la preparazione ad affrontare le minacce in evoluzione, la protezione dei cittadini europei dal terrorismo e dalla criminalità organizzata e, infine, la creazione di un forte ecosistema europeo della sicurezza.

Rispetto alla prima priorità, la crisi generata dal coronavirus ha messo in evidenza la necessità di creare un sistema a livello europeo che sia più resiliente e allo stesso tempo accessibile: la dipendenza da infrastrutture critiche – online e offline – richiede un’azione coordinata sul piano europeo, tanto a livello sovranazionale, quanto tra settore pubblico e privato. Entro la fine dell’anno la Commissione presenterà nuove misure per la protezione delle infrastrutture critiche, oltre a procedere con la revisione della direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (Direttiva NIS).

La rapidità con la quale le minacce esistenti mutano e nuove minacce mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini, richiede un approccio solido e unitario alla materia. Per quanto riguarda la seconda priorità alla base della strategia sulla sicurezza, la Commissione ha presentato un nuovo approccio in materia di lotta contro le minacce ibride, dalla diagnosi precoce alla risposta a eventuali crisi. Anche in questo caso ha proposto un’azione congiunta con l’Alto rappresentante e con i partner strategici come, ad esempio, il G7 e la NATO.

Terrorismo e criminalità organizzata restano ancora oggi rilevanti minacce alla stabilità e alla prosperità dell’Ue e in tal senso si inseriscono tra le priorità chiave alla base della strategia europea per la sicurezza. In materia di terrorismo, il punto di partenza consisterà nella lotta alla radicalizzazione, intervenendo all’interno delle stesse società europee. Allo stesso tempo, sarà necessario rafforzare la legislazione sulla sicurezza delle frontiere attraverso una stretta cooperazione con i Paesi terzi e le organizzazioni internazionali. Per quanto riguarda invece la criminalità organizzata, la strategia prevede numerosi interventi in una pluralità di settori differenti. Tra questi, il nuovo programma di lotta contro la droga, il piano d’azione contro il traffico di armi da fuoco e il piano d’azione dell’Ue contro il traffico di migranti.

Infine la strategia mira a creare un vero e proprio ecosistema europeo della sicurezza, andando a rafforzare il mandato di Europol e a sviluppare ulteriormente la rete di Eurojust, con l’obiettivo di incrementare la cooperazione tra le autorità giudiziarie di tutta Europa.

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