Efficienza energetica e mercato immobiliare, i numeri e le stime di Enea, Fiaip e I-Com

Articolo
Giulia Palocci
mercato immobiliare

Dati stabili per l’efficientamento energetico degli immobili in Italia nel 2020. Lo scorso anno sono state ancora troppe – in pratica la maggior parte – le abitazioni che rientravano nelle ultime quattro classi energetiche: si pensi che la percentuale interessata va dall’85% dei monolocali al 74 delle villette a schiera. A rivelarlo è lo studio condotto Enea, Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) e Istituto per la Competitività (I-Com) sull’andamento del mercato immobiliare nel 2020 e le previsioni per il 2021, con un focus sull’efficienza energetica, giunto quest’anno alla sua ottava edizione. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il presidente nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini, il presidente del centro studi Fiaip Mario Condò de Satriano, il vicepresidente dell’Istituto per la Competitività (I-Com) Franco D’Amore e il responsabile Enea per il monitoraggio delle politiche per l’efficienza energetica Alessandro Federici.

Dall’indagine, condotta su un campione di oltre 550 agenti immobiliari professionali Fiaip, emerge sostanzialmente una conferma dei dati del 2019 anche per quanto riguarda il comparto del nuovo e del ristrutturato. La percentuale degli immobili nuovi compravenduti nelle classi energetiche A1-4 e B ha raggiunto lo scorso anno l’80%. Una dimostrazione di come gli obblighi di legge sugli standard minimi abbiano inciso in modo rilevante sui trend di mercato per questa tipologia di abitazione. Leggermente in calo, invece, il dato su quelle più efficienti dal punto di vista energetico sottoposte a ristrutturazione e immesse sul mercato, che è passato dal 36% del 2019 al 30 del 2020.

La ricerca conferma i dati dello scorso anno anche sulla distribuzione per classe energetica rispetto all’ubicazione dell’immobile: mentre per gli edifici di pregio compravenduti che ricadono nelle classi energetiche A1-4 si è consolidato il dato registrato nel 2019, è cresciuto in maniera significativa il numero di quelli semicentrali, che è passato dal 5 all’11% nel 2020. Anche le rilevazioni nelle zone di estrema periferia sono migliorate rispetto all’anno precedente. Tuttavia, sotto questo profilo lo studio sottolinea un generico aumento della quota della classe energetica G al diminuire del valore dell’ubicazione, passando dal 22% nelle aree di pregio al 58 in quelle periferiche.

Ma quali sono le barriere che impediscono al mercato immobiliare di avere una presenza sempre maggiore di edifici di qualità energetica superiore? Secondo il rapporto, oltre alle questioni puramente strutturali che caratterizzano il comparto, a pesare di più è il fattore finanziario. Da questo punto di vista la percezione degli agenti immobiliari che hanno partecipato all’indagine è la seguente: se da un lato c’è chi ha poca disponibilità di spesa o è poco propenso a pagare un prezzo superiore, dall’altra un ruolo determinante è ricoperto dal bilanciamento tra costi e benefici.

La speranza comunque è che il 2021 possa rappresentare l’anno di svolta, come sottolineato anche dal vicepresidente I-Com D’Amore, secondo cui “qualificazione della domanda immobiliare, effetti delle misure del Superbonus 110% ed entrata a pieno regime delle norme sugli edifici a emissione quasi zero potrebbero essere l’innesco di un salto radicale nelle dinamiche del mercato immobiliare rispetto al tema dell’efficienza energetica”. Proprio rispetto all’impatto del superbonus, tra gli esperti del settore prevale una valutazione prudente ma allo stesso tempo positiva. Il 36% del campione sostiene che, nonostante la sua recente adozione, la misura abbia già avuto un impatto sul mercato mentre il restante 12% reputa i suoi effetti di entità significativa.

L’indagine, inoltre, scatta una fotografia sull’andamento del mercato immobiliare nel 2020. Al netto dei due mesi di lockdown, le compravendite sono aumentate su base mensile del 12%. Ad alimentare la risalita, la conferma di interesse della domanda per l’investimento del risparmio “diretto”, oltre all’esigenza accentuata con la pandemia di acquistare un immobile di dimensioni più ampie. Anche i giovani sognano sempre di più la loro prima casa: nel 2020 sono aumentati del 20% gli under 30 che desiderano acquistare un immobile. Il rapporto, infine, offre alcune previsioni sul mercato per il prossimo anno. Nel 2021 si stima un aumento dal 6 all’8% delle compravendite, ossia una crescita di circa 600.000 unità, con una progressiva stabilizzazione dei prezzi degli immobili. Per alcune città come Torino, Bologna, Napoli e Firenze il valore delle abitazioni crescerà dall’1 all’1,5% mentre per altre come Milano l’incremento sfiorerà il 3%.

Ufficio stampa e Comunicazione dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nata a Roma nel 1992, Giulia Palocci si è laureata con il voto di 110 e lode in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’università Luiss Guido Carli con una tesi sul contrasto al finanziamento del terrorismo nei Paesi del Sud-est asiatico.

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