Con l’inizio del 2026 Cipro assume per la seconda volta nella sua storia (la prima fu nel 2012) la presidenza del Consiglio dell’Unione europea, in un contesto internazionale purtroppo segnato da grande instabilità geopolitica e forte competizione economica globale e in un momento molto delicato per il presente ed il futuro del digitale nell’UE. È attesa, infatti, per il 20 gennaio la pubblicazione del Digital Networks Act (DNA) che sta suscitando ampio dibattito a livello nazionale ed europeo.
LE PRIORITÀ STRATEGICHE DELLA PRESIDENZA CIPRIOTA
In un contesto ad elevatissima complessità, il semestre cipriota si presenta con un messaggio chiaro, sintetizzato nel motto ufficiale: “An Autonomous Union. Open to the World”. L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’autonomia strategica dell’UE senza rinunciare però all’apertura verso l’esterno, ai partenariati ed alla collaborazione internazionale. Tale linea che si articola in cinque grandi priorità:
- Sicurezza e difesa: verso una UE più pronta alle crisi. La prima priorità riguarda la sicurezza europea intesa in senso ampio: difesa, resilienza e capacità di risposta alle crisi. La presidenza cipriota punta a rafforzare la cooperazione tra Stati membri nel quadro della Politica di sicurezza e difesa comune, sostenendo l’attuazione delle iniziative europee per lo sviluppo dell’industria della difesa e per una maggiore preparazione civile e militare con particolare attenzione per la dimensione mediterranea.
- Competitività economica e autonomia industriale. In un contesto di rallentamento globale e crescente concorrenza internazionale, si intende promuovere un mercato interno più dinamico, con un focus sulla riduzione degli oneri normativi e sul sostegno alle piccole e medie imprese. Innovazione tecnologica, transizione digitale e rafforzamento delle filiere strategiche sono considerati elementi chiave per ridurre le dipendenze esterne e aumentare la capacità dell’UE di competere nei mercati globali, mantenendo al contempo standard elevati in termini di sostenibilità e diritti.
- Un’Unione aperta al mondo. Accanto all’autonomia, la presidenza cipriota punta ad un’UE “open to the world”. Si annuncia dunque un semestre caratterizzato da un forte impegno sul fronte delle relazioni esterne: partenariati strategici, politica commerciale e cooperazione con il vicinato meridionale, il Medio Oriente e altri attori globali al fine di rafforzare il ruolo geopolitico dell’Unione come attore credibile e coerente, capace di difendere i propri interessi ma anche di promuovere stabilità, sviluppo e cooperazione multilaterale.
- Valori europei e coesione sociale. Democrazia, Stato di diritto, diritti fondamentali e inclusione sociale si presentano come le parole d’ordine della presidenza cipriota che sottolinea l’importanza di un’Unione che “non lasci indietro nessuno”, integrando la dimensione sociale nelle politiche economiche e migratorie. In questo quadro rientra anche l’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo che Cipro intende accompagnare cercando un equilibrio tra responsabilità, solidarietà e tutela dei diritti umani.
- Bilancio europeo post-2027. Il dossier politicamente più sensibile è certamente il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Durante il semestre cipriota, i negoziati sul futuro bilancio dell’UE entreranno in una fase cruciale e l’ambizione dichiarata è fare passi avanti significativi verso un compromesso politico che consenta di costruire un bilancio in grado di sostenere le nuove priorità strategiche – sicurezza, competitività, transizioni verde e digitale – mantenendo al contempo coesione tra gli Stati membri.
L’APPROCCIO DELLA PRESIDENZA CIPRIOTA A DIGITALE E TELECOMUNICAZIONI
Per quanto concerne il digitale, la presidenza cipriota riconosce all’UE una posizione ideale per promuovere la creazione di un ecosistema digitale sicuro, competitivo, resiliente e innovativo, che dia potere ai cittadini, rafforzi le imprese e sostenga una società digitale inclusiva e pronta per il futuro.
Partendo da tale consapevolezza, la stessa presidenza si prefigge l’obiettivo di promuovere e rafforzare sistemi di connettività sicuri, incoraggiando gli investimenti in infrastrutture di nuova generazione e affrontando le sfide digitali attuali ed emergenti per sostenere l’evoluzione di un’economia digitale più solida ed efficiente.
La presidenza si impegna inoltre a guidare le discussioni sulla componente digitale del Fondo europeo per la competitività del nuovo QFP, riconoscendone l’importanza strategica per consentire all’UE di raggiungere i suoi obiettivi digitali a lungo termine.
Nel sostenere l’avvio delle discussioni sul prossimo Digital Networks Act (DNA), la Presidenza contribuirà a promuovere gli sforzi volti a rafforzare la competitività digitale, la sovranità digitale e la resilienza dell’Europa nell’era digitale, mantenendo al contempo un approccio aperto e favorevole all’innovazione.
La presidenza cipriota avvierà i lavori sul Cloud and AI Development Act (CAIDA) per promuovere la leadership tecnologica e l’innovazione strategica.
In questo contesto che vede sfide importanti da affrontare, la semplificazione dei processi amministrativi rimane un obiettivo fondamentale. Sul punto la presidenza ha annunciato la volontà di ottenere progressi tangibili sul portafoglio elettronico europeo, sostenendo la visione più ampia dell’Europa di ridurre gli oneri amministrativi, facilitare le operazioni commerciali e promuovere un’interoperabilità transfrontaliera senza soluzione di continuità, fondamentale per sbloccare il pieno potenziale del mercato unico digitale.
Poiché l’efficienza normativa diventa sempre più critica, la presidenza cipriota promuoverà i progressi sul Digital Simplification Omnibus per snellire e modernizzare il quadro digitale dell’UE.
CONCLUSIONI
L’analisi del programma della presidenza cipriota rivela l’intenzione di svolgere un esercizio di equilibrio: più autonomia senza chiusure, più ambizione senza fratture interne.
L’UE sta attraversando uno dei momenti certamente più complessi e sfidanti in un contesto geopolitico incerto e dai difficili equilibri.
Il digitale rappresenta uno dei terreni di gioco da cui dipende e sempre più dipenderà la capacità dell’Unione di competere e di essere sicura e resiliente. Lato connettività, continua sul territorio europeo, seppur con ritmi disomogenei, il processo di sviluppo delle reti fisse e mobili cui si affiancano come realtà ormai irrinunciabile, i data center senza i quali cloud e IA non sono in grado di esplicare a pieno le proprie potenzialità e che segnano il definitivo superamento del tradizionale concetto di infrastruttura di tlc a vantaggio di un più ampio concetto di infrastruttura digitale. Per quanto concerne i servizi e nello specifico lo sviluppo di cloud e IA, cruciali per la competitività delle imprese europee, in un contesto che vede l’UE ancora in ritardo e fortemente legata al ruolo di fornitori internazionali leader in queste tecnologie, continua la ricerca di una sovranità digitale europea che fatica ad affermarsi.
Dal punto di vista regolatorio, l’UE sta lavorando, tra l’altro, al DNA, atteso per il prossimo 20 gennaio, che dovrà rivedere la cornice normativa nella logica di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture digitali e riconoscere ruoli e responsabilità dei vari attori digitali con l’obiettivo di costruire un ecosistema efficace che non ostacoli l’innovazione in Europa ed agevoli il recupero del gap tecnologico accumulato rispetto a Cina e USA.
Si tratta di una sfida complessa che si inquadra in una serie di priorità altrettanto complesse che la presidenza cipriota ha individuato e si trova ad affrontare, con l’obiettivo di giocare un ruolo di mediazione in un’Unione chiamata a ridefinire il proprio posto nel mondo.




