“HEALTH AGENDA 2026. Interventi normativi UE e scenari futuri tra mercati emergenti, dazi e opportunità per le Life Sciences italiane” è il nuovo policy brief realizzato dai ricercatori I-Com.
Dopo un 2025 caratterizzato da novità estremamente significative in ambito commerciale e geopolitico, il 2026 si prospetta come un anno decisivo per la definizione di nuovi equilibri per il mercato delle Life Sciences ma anche per l’avanzamento in alcune aree centrali per la salute pubblica. L’UE, in particolare, ha annunciato di voler prioritizzare i propri interventi su biotech e salute cardiovascolare, e di voler proseguire il lavoro sui vari dossier inclusi nella UE Life Science Strategy. In questi ambiti, e non solo, un ruolo decisivo può essere svolto dalle eccellenze del settore italiano. Al contempo, prosegue l’attenzione sull’autonomia strategica e sulla definizione di nuove rotte commerciali: se da una parte dazi e MFN stanno scombussolando i rapporti con gli USA, nuovi accordi con mercati emergenti possono aprire a nuove possibilità per l’export europeo e italiano. Quest’ultimo rappresenta un valore di oltre €70 miliardi per i settori Life Sciences.
• Il 2026 rappresenta un anno chiave per le politiche sanitarie dell’UE: non solo la salute sembra essere tornata centrale nella agenda politica, ma sono anche previsti grandi passi avanti in alcuni dossier strategici per la salute pubblica.
• Tra gli interventi UE ritenuti di maggiore rilevanza tanto per la salute dei cittadini quanto per il settore, particolare attenzione è data a due iniziative “orizzontali”, quali il Biotech Act e il Critical Medicines Act, e due “verticali”, ovvero il Safe Hearts Plan e il Beating Cancer Plan.
• L’efficacia di questi piani dipenderà anche dai finanziamenti destinati alla salute nel MFF 2028-2034.
• Date le recenti novità geopolitiche, il 2026 si prospetta come un anno decisivo per il settore anche per i suoi aspetti commerciali e industriali. UE e l’Italia devono considerare il comparto salute come cruciale, prevedendo investimenti adeguati al fine di garantire autonomia strategica e cure innovative, e stabilendo nuove rotte commerciali per continuare a sostenere la crescita dell’export del settore.
• Le sole barriere tariffarie e commerciali imposte sul settore dagli USA si stima possano portare costi aggiuntivi tra i €2,5 e i 4 miliardi. A questi si aggiungono le ripercussioni del MFN, che vede l’Italia tra i probabili paesi benchmark “al ribasso” per gli USA, aumentando l’incentivo delle imprese a ritardare il lancio o a negoziare prezzi iniziali per evitare spillover internazionali
• Tra le nuove “rotte della salute”, di particolare interesse sono i recenti accordi commerciali con il Sud America e l’India.
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