“SEMPLIFICARE PER INNOVARE. Il ruolo del Digital Omnibus per un quadro regolatorio più efficace” è il titolo del nuovo policy brief realizzato da I-Com.
L’UE ha costruito negli ultimi anni un quadro regolatorio sul digitale sempre più ampio e articolato, che ha certamente innalzato tutele e standard, ma ha anche prodotto sovrapposizioni, oneri e incertezze applicative. In un contesto in cui la crescita dell’economia digitale e l’adozione delle tecnologie restano segnate da forti asimmetrie, il Digital Omnibus rappresenta un primo banco di prova per verificare se la semplificazione europea sia davvero in grado di rafforzare innovazione, produttività e competitività senza arretrare sul terreno dei diritti e delle garanzie.
• L’economia digitale è oggi uno dei principali motori della trasformazione economica e sociale globale, poiché sostiene produttività, innovazione e crescita. Secondo la Banca Mondiale, essa rappresenta circa il 15% del PIL mondiale in termini nominali, pari a circa 16 trilioni di dollari nel 2024.
• Nel 2025, l’UE mostra una trasformazione digitale a velocità diverse: il settore ICT pesa in media per il 5% del PIL, con Italia e Grecia in coda (3%) e Irlanda al vertice. L’Italia supera la media UE nella digitalizzazione delle imprese, è molto forte nel cloud e leggermente sopra la media nel data analytics, ma resta sotto la media nell’adozione dell’IA.
• Il valore del mercato digitale italiano è previsto che raggiunta i 92,9 miliardi di euro entro il 2028. Tuttavia, se si suddividono le imprese per classe dimensionale, persistono significative eterogeneità nell’adozione di strumenti e servizi digitali.
• Rispetto al Digital Omnibus dedicato all’IA, Consiglio e Parlamento convergono sulla necessità di rendere più gestibile l’attuazione dell’AI Act – anche tramite un calendario certo per i sistemi ad alto rischio, alcune misure di alleggerimento per PMI e SMC e un maggiore coordinamento sulle sandbox e sui modelli GPAI – ma restano differenze rilevanti sul rapporto con la normativa settoriale sui prodotti, sul ruolo dell’AI Office e sull’equilibrio tra semplificazione e tutele.
• La call for evidence sul Digital Fitness Check evidenzia una richiesta trasversale di maggiore coerenza, coordinamento e semplificazione del framework digitale europeo, oggi percepito come stratificato, frammentato e oneroso. Pur con priorità diverse tra i diversi stakeholder, emerge l’esigenza comune di ridurre sovrapposizioni e incertezze applicative senza indebolire le tutele sostanziali.
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