Dati, 5G, cybersecurity (e non solo). Ecco l’agenda digitale della Commissione europea

Articolo
Camilla Palla
Digital Agenda

L’impatto della pandemia da Covid-19 ha prodotto numerose conseguenze sulle società e le economie europee e ha portato a una revisione delle priorità a livello decisionale da parte delle istituzioni nazionali ed europee. Nonostante ciò, alcune policy areas sono state confermate come di assoluta priorità nell’agenda politica europea e fra queste, senza dubbio, c’è l’agenda digitale. Sono svariati i dossier su cui si sta lavorando a Bruxelles in materia, alcuni di portata più generale e altri più specifici, ma tutti con l’obiettivo di rafforzare e rendere più sicuro l’ecosistema digitale europeo e il mercato unico digitale.

DATA STRATEGY

La nuova strategia europea sui dati, lanciata lo scorso febbraio insieme alle altre misure del pacchetto per il futuro digitale dell’Europa, punta a creare uno spazio europeo dei dati, un mercato unico che sia allo stesso tempo sicuro e accessibile per imprese, ricercatori e pubbliche amministrazioni. L’obiettivo è quello di creare un quadro normativo solido in materia di governance dei dati che vada a regolare tutti gli aspetti dell’uso, del riutilizzo e della protezione dei dati all’interno dell’Ue, cercando di rispondere allo stesso tempo alle necessità dell’innovazione tecnologica.
Quanto alla strategia europea sui dati, occorre anche ricordare il pronunciamento della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha invalidato il cosiddetto Privacy Shield, ossia l’accordo sul trasferimento dei dati personali tra Stati Uniti e Unione. La Commissione dovrà dunque individuare un nuovo meccanismo che garantisca il flusso di dati a livello transatlantico, che fornisca un adeguato regime di sorveglianza e che favorisca allo stesso tempo il regolare andamento del commercio digitale tra le due sponde dell’Atlantico.
Entro la fine del 2020, la Commissione punta dunque alla definizione di un quadro normativo per la governance degli spazi comuni europei (ne sono stati individuati nove) contenente misure orizzontali per l’accesso e l’utilizzo dei dati. Inoltre, per il 2021 è atteso anche il cosiddetto Data Act, uno strumento ulteriore che regolerà la condivisione delle informazioni detenute dalle imprese e favorirà il loro scambio con il settore pubblico (B2G) e tra le stesse aziende (B2B).

ARTIFICIAL INTELLIGENCE

Come la Data Strategy, anche l’intelligenza artificiale fa parte del pacchetto contenente le priorità europee in materia digitale presentato lo scorso febbraio. In tal senso, il Libro Bianco sull’intelligenza artificiale propone un approccio normativo che ha l’obiettivo di promuoverne l’adozione e di affrontare i rischi associati ai suoi impieghi, attraverso la creazione di un contesto che attragga gli investimenti e promuova la ricerca e l’innovazione. Il tutto cercando di tenere al centro di questo nuovo ecosistema le piccole e medie imprese, facilitandone l’accesso al mercato unico digitale. La Commissione presenterà nel primo trimestre del 2021 un follow-up al Libro bianco che terrà conto dei risultati della consultazione pubblica conclusasi lo scorso giugno.

DIGITAL SERVICES ACT

Secondo il programma aggiornato relativo ai lavori della Commissione per l’ultimo trimestre del 2020, il Digital Services Act dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Il pacchetto, che mira ad aggiornare la materia dei servizi digitali disciplinata attualmente dalla direttiva e-commerce (2000/31/CE), ha come obiettivo principale la riduzione della frammentazione a livello europeo, assicurando così lo stesso livello di protezione e obbligatorietà all’interno dell’Unione. Il tutto attraverso una serie di regole comuni che spaziano dai requisiti di trasparenza e accesso alle informazioni per gli utenti e i gestori di servizi digitali ai principi di responsabilità legati all’uso delle piattaforme e le regole di concorrenza e cooperazione. La normativa sarà applicata non solo alle piattaforme online ma a tutti i servizi digitali che non sono ad oggi inseriti all’interno di una cornice giuridica specifica. Fino all’8 di settembre il pacchetto è oggetto di consultazione pubblica aperta ai cittadini e alla società civile, ai provider di servizi digitali, alle imprese, alle autorità nazionali e locali, al mondo universitario e della ricerca.
CYBERSECURITY

Lo scorso 24 luglio la Commissione europea ha lanciato la strategia sull’Unione della sicurezza, un progetto ambizioso che mira a identificare le misure e gli strumenti prioritari per realizzare un’Unione più sicura secondo un approccio multi-dimensionale. Inoltre, in ambito di cybersicurezza, entro la fine del 2020 dovrebbe concludersi il riesame della direttiva (UE) 2016/1148, anche nota come direttiva NIS, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione. L’obiettivo? Rendere “l’Europa adatta all’era digitale”.

5G PER L’EUROPA

Il lancio del 5G è uno dei temi più sensibili fra le aree strategiche della Commissione. Il piano d’azione “5G per l’Europa“, prevede il lancio di servizi 5G in tutti gli Stati membri dell’Ue entro la fine del 2020, al fine di garantire una copertura diffusa che fornisca allo stesso tempo il massimo livello di protezione per gli utenti. La Commissione, insieme agli Stati membri e all’ENISA, continuerà a svolgere un’attività di monitoraggio sulla conformità dei Paesi europei con il toolbox sul 5G lanciato lo scorso gennaio, con l’obiettivo di individuare ulteriori linee guida a livello comune.

SKILLS AGENDA

Il 1 luglio la Commissione ha presentato la nuova Skills Agenda per l’Europa, un programma ambizioso che prevede un’agenda strutturata su 12 azioni, misurate qualitativamente e quantitativamente sulla base di indicatori esistenti e che consentiranno di monitorare annualmente i progressi compiuti in tutta l’Unione. Il punto di partenza prevede l’introduzione di un Patto europeo per le competenze, una vera e propria cornice in grado di fornire un quadro su cui poi sviluppare in concreto l’intera strategia. L’obiettivo è garantire che il diritto alla formazione e all’apprendimento permanente (il cosiddetto longlife learning), sancito dal pilastro europeo dei diritti sociali, diventi una realtà in tutta Europa. A questo si aggiunge il Digital Education Action Plan, anch’esso attualmente sottoposto a consultazione pubblica, che ha l’obiettivo di colmare il divario di competenze digitali e rendere l’alfabetizzazione digitale una realtà per tutti.

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