Digital Europe. Tutte le mosse dell’Unione (aspettando il quadro finanziario pluriennale)

Articolo
Camilla Palla
ue

Lo scorso 10 novembre il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno raggiunto l’accordo politico sul prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027, oltre a quello relativo all’introduzione del ben noto NextGenerationEu. Con l’approvazione definitiva del pacchetto che comprende questi due strumenti, verranno messi a disposizione attraverso il bilancio dell’Unione un totale di 1,8 trilioni di euro, un’iniezione di denaro fondamentale che punta a ricostruire e rinforzare le economie e le società europee nel post coronavirus.

Le priorità restano quelle che ormai costituiscono i pilastri dell’indirizzo politico del presidente della Commissione Ursula von der Leyen: costruire un’Europa più verde, più digitale e più resiliente.

A distanza di poco più di un mese, con lo sblocco dei negoziati sul quadro finanziario pluriennale (QFP) le istituzioni hanno raggiunto l’accordo politico alla base di vari programmi di finanziamento. Tra questi, il programma Digital Europe, che ha l’obiettivo di sostenere la ripresa economica e di fornire allo stesso tempo una base fondamentale per finanziare la trasformazione digitale dell’Europa.

Con la conclusione dei negoziati del Trilogo (la fase di confronto diretto fra le tre istituzioni europee), attualmente si attende l’approvazione finale dei testi normativi da parte del Parlamento e del Consiglio.

Con un valore di 7,5 miliardi di euro a prezzi correnti, il programma Digital Europe fornirà finanziamenti per progetti in cinque aree cruciali: supercalcolo, intelligenza artificiale, sicurezza informatica, competenze digitali avanzate e infine l’espansione del bacino di cittadini nell’accesso e nell’uso delle tecnologie digitali.

Gli investimenti puntano in particolare a fungere da sostegno per la realizzazione del duplice obiettivo dell’Unione di una transizione verde e di una trasformazione digitale, passando attraverso il rafforzamento della resilienza e l’autonomia strategica dell’Unione. Il programma Digital Europe in particolare è stato messo a punto per colmare il divario tra la ricerca sulle tecnologie digitali e la loro diffusione all’interno dell’Unione e per facilitare il processo di accesso della ricerca sul mercato – a vantaggio dei cittadini e delle piccole e medie imprese europee.

La pandemia ha sottolineato la necessità di investire nelle nostre capacità digitali, dai supercomputer alla sicurezza informatica. Il programma Digital Europe aiuterà le imprese europee, soprattutto quelle più piccole, a sviluppare tecnologie avanzate, a crescere e a beneficiare delle vaste opportunità di trasformazione digitale“, ha dichiarato il commissario europeo per il Mercato interno Thierry Breton. Che ha poi continuato: “Aiuterà i nostri cittadini a migliorare le loro competenze digitali. Ciò è essenziale per realizzare la duplice transizione digitale e verde, per promuovere la nostra sovranità tecnologica e rafforzare le nostre capacità digitali strategiche“.

L’avvio effettivo del programma è previsto per il 2021, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo quadro finanziario pluriennale.

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