Connettività e supercalcolo, le proposte per una (possibile) leadership europea

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Arianna Fantesini
Connettività
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Promuovere la connettività di rete veloce, sviluppare un approccio congiunto per il dispiegamento del 5G e introdurre un nuovo regolamento comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo. Sono queste le nuove proposte per sviluppare le politiche digitali della Commissione presieduta da Ursula von der Leyen e annunciate dal vicepresidente esecutivo, Margrethe Vestager e dal commissario per il mercato interno, Thierry Breton. Con l’obiettivo, ovviamente, di creare “un’Europa pronta per l’era digitale“,

La presentazione di queste iniziative si collega al quadro tracciato da von der Leyen durante il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione. In pratica, è stato confermato l’indirizzo dell’esecutivo e sono state definite le priorità di un disegno finalizzato a plasmare e sostenere la trasformazione digitale della società e dell’economia europee.

UN NUOVO REGOLAMENTO COMUNE PER IL CALCOLO AD ALTE PRESTAZIONI EUROPEO

La presentazione di un nuovo regolamento relativo all’impresa comune EuroHPC (High Performance Computing) mira ad aggiornare e ampliare il primo progetto del 2018 per permettere all’Unione di mantenere una posizione di leadership nella corsa tecnologica verso la prossima frontiera del supercalcolo.

Il nostro obiettivo consiste nel raggiungere rapidamente il prossimo standard di calcolo con i computer esascala“, ha dichiarato a tal proposito il commissario Breton. Che ha poi continuato: “Ma anche, e soprattutto, nell’integrare già da ora gli acceleratori quantistici per sviluppare macchine ibride e consentire all’Europa un posizionamento precoce su questa tecnologia rivoluzionaria“.

La proposta della Commissione sottolinea che gli obiettivi a lungo termine rimarranno sostanzialmente quelli già previsti. Tra gli altri, la realizzazione e il funzionamento di un’infrastruttura di supercalcolo e di dati all’avanguardia nonché l’elaborazione e la promozione di un eccellente ecosistema di calcolo ad alte prestazioni europeo estremamente competitivo a livello mondiale. L’elemento di novità è rappresentato dal focus sull’ampliamento a nuovi approcci di High Performance Computing basati sulle tecnologie quantistiche per proiettarsi verso l’era “exascale” intorno al 2023-2025.

Inoltre, è stata introdotta anche un’attività specifica volta a fornire un sistema di interoperabilità a livello europeo per l’accesso alle risorse di calcolo ad alte prestazioni, quantistico e di dati.

I vantaggi dello sviluppo di questa infrastruttura di supercalcolo si riflettono su varie politiche sostenute dalla Commissione e su diversi settori, come quello scientifico, industriale e pubblico. In particolare, il vicepresidente Vestager ha dichiarato che “nella lotta contro la pandemia da coronavirus, i supercomputer forniscono già un aiuto per la ricerca di terapie, per il rilevamento e la previsione della diffusione dell’infezione o a sostegno del processo decisionale relativo alle misure di contenimento“, ma allo stesso tempo “sono una risorsa fondamentale anche per individuare i modelli di ecosistemi, aiutandoci a mitigare e contrastare i cambiamenti climatici“.

La nuova iniziativa introduce alcune modifiche finalizzate non solo a riflettere le priorità della Commissione, ma anche ad adattare il regolamento ai prossimi programmi del quadro finanziario pluriennale, così da consentire l’accesso ai finanziamenti. Il nuovo bilancio è in fase di negoziato e sarà sostenuto, nello specifico, dai programmi Horizon Europe, Digital Europe e Connecting Europe Facility.

UNA RACCOMANDAZIONE PER PROMUOVERE LA CONNETTIVITÀ

In stretto collegamento con la prima proposta, la Commissione tramite una raccomandazione ha invitato gli Stati membri a cooperare per sviluppare un pacchetto di strumenti basato sulle migliori pratiche, per il tempestivo dispiegamento di reti fisse e mobili ad altissima capacità, comprese quelle 5G.

Queste misure aspirano a definire un coordinamento transfrontaliero più solido per l’assegnazione dello spettro radio, a fornire un accesso tempestivo allo spettro radio 5G e, infine, a ridurre il costo e aumentare la velocità di installazione della banda larga. Quest’ultimo obiettivo, oggetto della direttiva 2014/61/UE, viene menzionato dalla Commissione a causa di una mancata applicazione di alcune misure facoltative da parte degli Stati membri. La raccomandazione invita quindi questi ultimi a concordare e condividere migliori pratiche nell’ambito di tale direttiva al fine di sostenere una maggiore semplificazione e trasparenza delle procedure di rilascio delle autorizzazioni, aumentare la trasparenza, ampliare i diritti di accesso degli operatori di rete e migliorare l’efficienza del maccanismo di risoluzione delle controversie.

Il documento sottolinea come le reti di comunicazione elettronica siano state indispensabili nella risposta alla crisi legata al Covid-19, soprattutto quelle ad altissima capacità. Ma non solo. Ricoprono pure un ruolo fondamentale nella ripresa economica dell’Europa. In questo contesto è quindi fondamentale sviluppare un approccio comune dell’Unione con l’obiettivo di incentivare lo sviluppo tempestivo di reti ad altissima capacità, comprese le reti in fibra ottica e quelle senza fili di prossima generazione.

Il motivo della spinta da parte della Commissione su questo fronte è legato alla preoccupazione che il rallentamento degli investimenti possa compromettere sia la trasformazione digitale e verde in diversi settori strategici, sia la crescita e l’occupazione nel quadro della ripresa economica europea.

La crisi attuale ha messo in evidenza l’importanza dell’accesso ad Internet ad altissima velocità per le imprese, i servizi pubblici e i cittadini, ma anche la necessità di accelerare il passaggio al 5G“, ha commentato il vicepresidente Vestager. Un auspicio al quale si è unito anche il commissario Breton secondo cui “la maggiore connettività sosterrà anche l’Europa a sviluppare la propria resilienza e raggiungere l’autonomia tecnologica“.